Il piccolo paese di Castel del Sasso o semplicemente Sasso, frazione del comune di Cerveteri nella città metropolitana di Roma Capitale, conserva la struttura ma soprattutto l’atmosfera di un antico borgo medievale.

Il nome deriva dall’incombente mole di una rupe trachitica che sovrasta l’abitato da breve distanza, alle pendici della vasta formazione di Monte Santo; il picco roccioso, primo titolare del nome Sasso, è chiamato anche Scoglio di Sant’Antonio o banalmente “La Rocca” e conserva scarsi resti di murature antiche risalenti al XII secolo. Un’altra tradizione, storicamente più accreditata, fa derivare il suo nome dal latino “Saxo”, cioè Sassone, poiché, a quanto si dice, gruppi di popolazione provenienti dalla Sassonia si insediarono qui durante il Medioevo. La vasta area che comprende il Sasso e Monte Santo, rilevata rispetto all’attuale abitato, fu sede di un grande villaggio dell’età del bronzo finale e della prima età del ferro (secoli XII-VIII a.C.) di cui rimangono tutto intorno le sepolture, come al solito depredate a fini di lucro; tra le tombe della prima età del ferro di Monte Sughereto una barca interrata, senza traccia di ossa, è stata interpretata come cenotafio di un individuo scomparso in mare.

Le mura merlate che fanno da porta al borgo portano in effigie lo stemma della famiglia Patrizi (ramo Montoro), che volle dare al centro del borgo una conformazione cinquecentesca.

La Chiesa di Santa Croce, la quale dà il nome anche alla piazza su cui si affaccia, fu fondata nel XVI secolo da Filippo Patrizi. La cappella della Madonna è stata aggiunta solo nel 1642.

La Gismonda

 

Castel del Sasso

 

 

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