San Giovenale

L’insediamento di San Giovenale, databile al VII sec. a.C., occupava un lungo altopiano tufaceo, alla confluenza del Fosso del Pitale nel Torrente Vesca ed era naturalmente fortificato dalle alte pareti a strapiombo su questi due corsi d’acqua. Con il ritrovamento di fondi di capanne relativi all’Età del Bronzo e all’Età del Ferro, si è potuto stabilire che l’uomo abitava il pianoro già in epoca preistorica e protostorica, a partire dal XV – XIV secolo a.C.

La visita all’area archeologica comincia seguendo la strada che, salendo verso il castello medioevale, si dirige all’acropoli.
Arrivati sotto il muro di questo maniero, è possibile accedere al grande capannone che protegge la parte dell’abitato etrusco meglio conservata. Dall’alto di una passerella appositamente costruita si ha una visione completa delle piante delle case, dei pozzi, dei focolari e delle mura perimetrali delle abitazioni, che si conservano ancora per alcuni filari di grossi conci di tufo, messi in opera a secco. Nella zona circostante, sono visibili resti di altre case, pozzi, pestarole ed il tracciato di una strada antica con solchi di ruote di carri, testimoni della vastità dell’abitato che investiva tutto il piano di San Giovenale.

L’accesso alla parte occidentale dell’acropoli è sbarrato dal castello dei Di Vico (XIII secolo); le sue mura spiccano direttamente dalla preesistente fortificazione etrusca e, poco distante, emergono dalla campagna le rovine della piccola Chiesa di S. Giovenale (XIII – XIV secolo).  Un fossato, largo circa quattro metri, scavato probabilmente a scopo difensivo, taglia trasversalmente l’acropoli. Procedendo verso ovest si raggiunge la punta estrema dell’acropoli dove sono visibili tracce di fortificazioni con grandi blocchi di tufo messi in opera senza malta. Da questo punto, la vallata del Vesca offre un indimenticabile spettacolo naturale.

Altrettanto affascinante è la visita alle vaste necropoli che circondano San Giovenale: Grotte Tufarina, Porzarago, Le Grotticelle, Le Poggette, Cammerata, Montevangone e Il Terzolo. Verso nord si trova la necropoli del Porzarago dove, tra i tumuli, sono state rinvenute tombe protovillanoviane a pozzetto. Notevole è la tomba detta “della Regina”, costituita da uno stretto dromos e da due camere, comunicanti tramite una porta e due finestrelle. Nella prima camera sono visibili una sepoltura maschile ed una femminile con letto decorato alle estremità da due timpani ricavati nel tufo a richiamare nella foggia la forma della casa; nella seconda i letti sono tre di cui quello addossato alla parete di fondo pertinente ad una sepoltura femminile.
Alla necropoli orientale si accede passando attraverso una piazzetta sepolcrale sulla quale si aprono sei tombe, che meritano di essere visitate per la loro architettura interna. Oltre questa piazzetta, numerose sono le tombe con volta ad ogiva, aperta in alto e coperta con grossi blocchi di tufo; tutto il piano, detto “Le Grotticelle”, purtroppo è stato per decenni battuto da scavatori clandestini.
Per visitare le necropoli meridionali, oltre il Vesca, occorre discendere per la strada che passa sotto l’acropoli. Interessante, anche se difficoltosa, è la visita alla necropoli di Castellina in Cammerata che si raggiunge risalendo il corso del torrente fino al Fosso di Cammerata, facilmente superabile; inerpicandosi sulla rupe, disseminata di tombe di tipo rupestre si raggiunge la sommità dove si possono visitare, oltre una grande tomba a dado ricca di decorazioni interne, tumuli e tombe arcaiche.
Seguendo la strada che sale a Cammerata, si può vedere anche la necropoli di Montevangone che si estende, nella folta boscaglia con tombe di ogni genere, tra il Terzolo e il corso del Vesca. Non è possibile indicare un preciso itinerario per il fatto che non esistono sentieri transitabili quindi, la ricerca delle tombe può riservare notevoli emozioni.

Comune di Blera

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San Giovenale

Villaggio rupestre etrusco di San Giovenale

Villaggio rupestre

Acropoli di San Giovenale

San Giovenale, Blera

Area archeologica

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