Civita Castellana

Civita Castellana è situata su uno sperone tufaceo, tra le profonde gole di due affluenti del Treja, ai piedi dei monti Cimini, lungo la via Flaminia. Si trova in una zona originata dalle eruzioni del vulcano Vicano che hanno generato il tufo rosso, che caratterizza il territorio.

In epoca pre-romana è stata la capitale del popolo dei Falisci: le prime tracce di questa civiltà provengono dagli scavi dell’antica Falerii Veteres. Sconfitti dai romani, i Falisci furono scacciati, e costretti a fondare una nuova città: Falerii Novi. Il sito fu abbandonatò completamente nella tarda antichità, ma tornò ad essere popolato dopo l’invasione longobarda, secondo lo sviluppo urbanistico che ancora oggi conserva il suo tessuto medioevale: Falerii Veteres divenne così Civita Castellana. Sul finire del secolo XII fu signoria di Giovanni dei Papareschi Senatore di Roma e durante il periodo del Basso Medioevo ci furono lotte tra due famiglie: i Di Vico e i Savelli, fino a quando, nel 1426, la Santa Sede non riaffermò la propria giurisdizione. Da quel momento la città seguì le sorti dello Stato della Chiesa e molti furono i papi che nel corso degli anni la visitarono e vi soggiornarono. Fu sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia che iniziarono i lavori nel forte Sangallo (1494), così detto dai nomi degli architetti: Antonio da Sangallo il Vecchio e Antonio da Sangallo il Giovane.Nel 1527 i Lanzichenecchi attaccarono Civita Castellana: per ben due volte cercarono di impossessarsene, avendone compreso l’importanza strategica, ma senza riuscirvi. Civita Castellana conserva un notevole patrimonio artistico e archeologico, infatti Falerii Veteres risulta essere uno dei principali siti delle età del ferro e del bronzo. È ricca di aree templari, di necropoli e di santuari.

Duomo

Il Duomo, costruito dai Cosmati con facciata del XII secolo e portico a grande arco centrale del 1210 (arricchito da mosaici policromi dei marmorari romani Cosmati)[4] e con una grande cripta dei secoli VII e VIII;

Forte Sangallo

Il Forte Sangallo ospita il Museo nazionale dell’Agro Falisco, che raccoglie al suo interno materiali provenienti dall’antica Falerii Veteres e dalle zone limitrofe. Il Forte San Gallo venne fatto costruire da Alessandro VI Borgia su un precedente edificio di età medioevale. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Vecchio e portato a termine dal nipote, Antonio da Sangallo il Giovane, sotto il pontificato di papa Giulio II. Il mastio ottagonale, il pozzo del cortile maggiore e il portone di accesso alla fortezza, risalgono a quel periodo. Interventi di restauro e di abbellimento ci furono con i pontefici successivi.

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