Vignanello

Vignanello è un piccolo Comune della Tuscia Viterbese. Il suo territorio si estende alle falde orientali dei Monti Cimini, ed è circondato da profonde forre incise da modesti corsi d’acqua denominati fossi.

La prima menzione ufficiale del villaggio si ebbe nel 604 d.C., mentre attorno al 1081-1082 il villaggio si era già trasformato in un castrum. Nel 1169 Federico Barbarossa strappò Vignanello alla Chiesa includendola nei possedimenti imperiali viterbesi, iniziò così una tortuosa contesa che vide protagoniste le famiglie Aldobrandini, Orsini e dei Di Vico. Il castrum tornò alla Chiesa nel 1435 per essere ceduto all’Ospedale Santo Spirito nel 1456 e poi ancora nel 1534 a Beatrice Farnese, dopo la quale, per vicissitudini di tipo parentale, il feudo entrò a far parte del dominio dei principi Ruspoli-Marescotti. Nel 1816 Pio VII pretese l’abbandono del governo da parte dei principi, sicché Vignanello fu definitivamente annesso allo Stato Pontificio fino alla sua caduta.

Sito del Comune

Castello Ruspoli

Le prime traccie del Castello Ruspoli risalgono all’ 847, quando venne costruito in cima alla valle su cui risiede oggi. Durante il papato di Leone IV (847-855), questa struttura fu convertita in convento per i monaci Benedettini che vi rimasero fino al 1081. Intorno al 1169 il castello divenne oggetto di lunghe dispute fra la Chiesa e le famiglie Aldobrandini, Orsini, e Borgia, che continuarono fino al 16° secolo.  Nel 1531, Papa Clemente VII diede il castello a Beatrice Farnese Baglioni. Sua figlia, Ortensia, si fidanzò poi con Sforza Marescotti per volere del Papa Paolo III e il Castello di Vignanello, come veniva chiamato allora, divenne parte della sua dote. Da quel periodo in poi venne chiamato il Castello Marescotti. Il nome Ruspoli deriva da un’antica famiglia fiorentina che si trasferì a Siena e si unì alla famiglia Marescotti nel 1704. La proprietà fu progettata dall’architetto Sangallo il Giovane; ma le idee per gli esterni, incluso il giardino, la fontana centrale e l’entrata originale sono da accreditare a Jacopo Barozzi da Vignola.

Sito ufficiale

La Gismonda

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