Tarquinia

Tarquinia è un importante centro agricolo e marittimo della Tuscia Viterbese.

E’ stata uno dei più antichi ed importanti insediamenti della dodecapoli etrusca. In rapporto con Roma fin da epoca molto antica, diede a questa città la dinastia dei re Etruschi (Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo) che svolse un ruolo di primaria importanza nella storia della città latina (fine del VII e VI secolo a.C.). Fu sottomessa da Roma dopo la battaglia di Sentino, nel 295 a.C. Da allora Tarquinia fece parte dei territori romani nella regio VII Etruria. Sul suo litorale si sviluppò la colonia marittima di Gravisca, che fino alla fondazione di Centumcellae (oggi Civitavecchia) da parte dell’imperatore Traiano nel II secolo dopo Cristo, rappresentò il principale porto dell’Etruria meridionale. Nella prima metà del VI secolo si trovò coinvolta nella guerra gotica e nella seconda metà del secolo entrò a far parte del longobardo ducato di Tuscia. Nella seconda metà dell’VIII secolo la Tuscia fu prima acquisita ai domini carolingi e poi donata al pontefice come parte del neo-costituito Stato della Chiesa.

Nel XII, con il nome di Cornet,o divenne un libero comune. Nel XIII secolo resistette validamente all’assedio dell’imperatore Federico II. Nel 1355 la città fu ridotta all’obbedienza dal cardinale Egidio Albornoz, e da quel momento, anche se con brevi interruzioni, rimase stabilmente allo Stato Pontificio condividendone le vicende.

Etruschi

Le testimonianze più antiche di abitato sul colle de “La Civita” risalgono a un grande centro proto-urbano del periodo villanoviano (IX-VIII sec. a.C.) che grazie alle ricerche topografiche si è potuto calcolare attorno ai 150 ettari di estensione; non sono numerosi i resti dell’abitato, di cui sono visibili in particolare gli imponenti avanzi di un tempio, oggi detto Ara della Regina, datato intorno al IV – III sec. a.C.; l’edificio, con unica cella e colonnato, era costruito in tufo con sovrastrutture in legno e decorazioni fittili. È identificabile il tracciato della cinta urbana, adattato all’altura per un percorso di 8 km circa (IV – V secolo a.C.).

Un elemento di eccezionale interesse archeologico è costituito dalle vaste necropoli, in particolare la necropoli dei Monterozzi, che racchiudono un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia, nelle quali è conservata una straordinaria serie di dipinti, che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell’età imperiale romana. Le camere funerarie, modellate sugli interni delle abitazioni, presentano le pareti decorate a fresco su un leggero strato di intonaco, con scene di carattere magico-religioso raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori diaulós, giocoleria, paesaggi, in cui è impresso un movimento animato e armonioso, ritratto con colori intensi e vivaci. Dopo il V secolo a.C. figure di demoni e divinità si affiancano agli episodi di commiato, nell’accentuarsi del mostruoso e del patetico.

Numerosi e interessantissimi resti sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense, ospitato all’inverno di Palazzo Vitelleschi (realizzato tra il 1436 e il 1439 su commissione del cardinale G. Vitelleschi).

www.tarquiniaturismo.it

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Tarquinia

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Ara della Regina

Ara della Regina - Tarquinia

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